Vajont - La diga del disonore

  • Genere: Drammatico
  • Titolo originale: Vajont - La diga del disonore
  • Uscita: 2001
  • Nazionalità: Italia
  • Durata: 116'
  • Regista: Renzo Martinelli
  • Cast: Michel Serrault, Daniel Auteuil, Laura Morante, Jorge Perugorría, Leo Gullotta

Non in programmazione

Trama

Valle del Vajont, 1959, la Diga del Vajont, situata nella valle tra il Friuli ed il Veneto, si avvia al completamento; la SADE (Società Adriatica Di Elettricità) conta di fare del bacino del Vajont il più grande tra quelli della Società e con la diga ad arco più alta del mondo, costruendo un pezzo dell'Italia di domani. Gli ideatori del progetto sono gli ingegneri Carlo Semenza, Alberico Biadene e Mario Pancini. Alla diga lavora anche il geometra Olmo Montaner, originario di Erto, uno dei paesi che dominano la vallata; egli è convinto che la costruzione della diga, e l'energia elettrica che svilupperà, porteranno lavoro, guadagno e benessere nella valle, ma nel paese non mancano voci di protesta, sostenute dalla giornalista de l'Unità Tina Merlin, che da anni scrive contro la SADE, denunciandone i soprusi e le malefatte, definendola uno Stato nello Stato. Quando i lavori sono ormai quasi ultimati, cominciano i problemi: nell'aprile del 1959, alla vicina Diga di Pontesei, 3 milioni di metri cubi di montagna si staccano dal costone, provocando un'onda di venti metri che travolge e uccide Arcangelo Tiziani, un operaio che fungeva da guardiano. Alla SADE viene indetta una riunione straordinaria, in cui si decide di affidare la perizia geologica sulla Valle del Vajont a Edoardo Semenza, figlio dell'ingegner Semenza e discepolo del professor Giorgio Dal Piaz, considerato il massimo esperto al mondo delle Dolomiti. Nel frattempo, la vita nella valle del Vajont continua a scorrere, anche se con qualche difficoltà e timore, e, durante la festa del Venerdì Santo a Erto, Olmo conosce e si innamora di Ancilla Teza, una ragazza di Longarone, il paese situato proprio sotto lo sbarramento creato dalla diga. Poco tempo dopo, anche nella valle cominciano ad apparire dei segnali d'allarme proprio come a Pontesei: nel monte Toc, che costituisce uno dei versanti della valle, si apre improvvisamente una grossa spaccatura nel terreno ma Dal Piaz sostiene che la terra smossa non è altro che materiale franoso di superficie e che il sotto strato è formato da roccia compatta, e quindi non vi è un reale pericolo di frana, e i dubbi sollevati dall'ingegner Pancini vengono subito messi a tacere da Biadene. Verso la fine dello stesso anno Edoardo Semenza consegna la sua relazione, dove viene rivelata l'esistenza, sul Monte Toc, di una grossa paleofrana, stimata sui 200 milioni di metri cubi di roccia, che rischia di franare nel lago se l'acqua che salirà nell'invaso inumidirà il terreno; la sua relazione tuttavia resta inascoltata ed al Ministero viene fatta pervenire una vecchia relazione di Dal Piaz, assai più ottimistica. Nel 1960, quando la diga entra ufficialmente in funzione, la zona bassa di Erto viene sommersa dal bacino artificiale e tra coloro che sono costretti a lasciare le proprie case c'è anche Olmo, che nel frattempo ha consolidato la sua relazione con Ancilla. Assieme all'acqua, però, arrivano anche nuovi imprevisti: il 4 novembre dello stesso anno, una grossa frana stimata di 1 milione di metri cubi di roccia si stacca dal Monte Toc e frana nel lago, suscitando ulteriori paure e timori fra gli abitanti. Edoardo Semenza tenta ancora una volta inutilmente di convincere il padre e gli altri ingegneri ad abbandonare il progetto e viene anche organizzata alla centrale di Nove a Vittorio Veneto una simulazione di frana di 50 milioni di metri cubi, utilizzando un modello in scala 1:200, da cui si evince che con il bacino alla massima portata di 715 metri sul livello del mare, necessario per ottenere l'idoneità dallo Stato, il lago potrebbe tracimare, con conseguenze catastrofiche anche per Longarone. La quota considerata di sicurezza viene stimata ottimisticamente dal professor Ghetti, responsabile degli esperimenti su modellino, intorno ai 700 metri. Intanto, Tina Merlin, sotto processo a Milano poiché precedentemente querelata dalla SADE per diffusione di notizie false, viene assolta, grazie anche alla testimonianza degli abitanti del Vajont...

Leggi tutto