Uno scandalo perbene

  • Genere: Drammatico
  • Titolo originale: Uno scandalo perbene
  • Uscita: 1984
  • Nazionalità: Italia
  • Durata: 116'
  • Regista: Pasquale Festa Campanile
  • Cast: Ben Gazzara, Giuliana Calandra, Vincenzo Crocitti, Enzo Robutti, Armando Bandini, Carlos de Carvalho, Clara Colosimo, Franco Fabrizi, Valeria D'Obici, Filippo De Gara, Siria Betti, Marilena Donati, Mario Farese, Duccio Dugoni, Giuliana De Sio, Vittorio Caprioli

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Trama

Nel 1926, un vagabondo viene sorpreso a rubare nel cimitero di Torino. Sprovvisto di documenti e di ricordi, senza identità né conoscenze, viene ricoverato nel manicomio di Collegno. Dopo un anno di inutili cure, i medici decidono di pubblicare la fotografia dell'uomo su alcuni giornali. Si fa avanti una famiglia borghese di Verona: quel poveretto è il professor Giulio Canella, a suo tempo partito per la guerra e dato per disperso in Macedonia. Mentre il riconoscimento è immediato ed esplicito da parte del fratello e di alcuni amici, la moglie Giulia sembra sulle prime assai esitante. Ma porta via con sé lo stesso lo sconosciuto e comincia a vivere con lui, tentando pazientemente di ricostruirgli una identità, di sollecitare i suoi ricordi finché, poco a poco persuasa, ricomincia ad amarlo come un tempo. Ma all'improvviso arriva un ordine di incarcerazione: un'altra famiglia, quella dei Bruneri (costituita da una moglie, un fratello, un bambino, nonché un'amante) hanno riconosciuto nell'uomo, che è sempre smarrito ed assente, la persona di Mario Bruneri, tipografo, anarchico e ricercato per imbrogli e furti. Comincia così da parte di Giulia Canella una autentica lotta a suon di legali, confronti, testimonianze e processi, per avere il diritto di tenersi in casa il disperso e ora ritrovato marito. L'opinione pubblica di tutta l'Italia è divisa in due veri e propri partiti, entrambi assolutamente convinti di avere ragione. Una prima sentenza del Magistrato decide che non si tratta né del professore veneto, né del tipografo torinese: le ambiguità e le incertezze, nonché la discordanza delle prove e delle testimonianze non consentono un giudizio inequivocabile. Lo smemorato di Collegno, uscito di carcere, torna a vivere con Giulia, pur senza riuscire a ricordare nulla di preciso e di determinante e l'ultimo processo si conclude con la convinzione della corte che quell'uomo sia il pregiudicato (e simulatore) Mario Bruneri, il quale, pertanto, deve tornare in carcere. Giulia chiede ed ottiene la riapertura del processo e lo smemorato sconta solo due dei quattro anni a suo carico: dopo di che i Canella si trasferiscono in Brasile, dove l'uomo muore nel 1941. Nel 1970, la Santa Sede riconobbe come di Giulio Canella i due figli da lui avuti con Giulia.

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