- Genere: Arte
- Regista: Laura Vitali
- Cast:
Non in programmazione
Trama
"John Fante è sempre stato un autore di culto per gli scrittori. Con questo non intendo dire che fosse uno scrittore difficile, uno che scriveva per gli altri scrittori; anzi la sua caratteristica è la meravigliosa semplicità dello stile". Così Francesco Durante nella puntata di Storie della Letteratura, programma di Rai Cultura, diretta da Silvia Calandrelli, dedicata a John Fante: "Piace agli scrittori - sostiene Francesco Durante - perché il tema della sua saga di Bandini è quella di un giovane che non diventa mai vecchio e vuole diventare scrittore, nonostante tutte le difficoltà di ordine materiale e creativo". Gli fa eco Giancarlo De Cataldo: "Molti ragazzi amano Fante. Mi sono chiesto cosa li attiri nelle avventure di uno che nasce in una baracca, sogna di sposare una ragazza messicana, fa mille mestieri e si ostina a voler diventare scrittore. E mi sono risposto che a piacere in Fante è la carica giovanile, febbrile, che Fante ha ereditato dal primo Hamsun, la determinazione feroce a voler arrivare. Chi ha la mia età ritrova in Fante il sé stesso giovane e i ragazzi si rispecchiano nel suo vitalismo". Francesco Durante, che ha tradotto e curato l'edizione italiana di molti libri di John Fante, ricostruisce il profilo di questo scrittore italoamericano di seconda generazione: "l'italianità per Fante è fondamentale e si ritrova in tutta la sua opera insieme all'epica famigliare"; "Fante diventa una specie di mediatore culturale, vuol far commuovere il lettore e far capire agli americani che gli italiani sono gente simpatica, cordiale, lontana dallo stereotipo degli uomini cupi e baffuti". Francesco Durante racconta i due viaggi in Italia di John Fante, il suo entusiasmo per la città di Napoli e la sua freddezza verso Roma. Ricostruisce poi il percorso narrativo di Fante da La strada per Los Angeles del 1935, pubblicato dopo i quattro libri dedicati ad Arturo Bandini, al suo romanzo più famoso, Chiedi alla polvere, fino a Full of Life e a La confraternita dellâuva. Su questo si sofferma anche Giancarlo De Cataldo, rivelando che è il suo preferito, leggendone un brano e commentandolo. Giancarlo De Cataldo affronta infine il nodo della sofferta carriera di sceneggiatore di Fante e quello della sua vena apertamente autobiografica: "Fante inventa l'archetipo dell'immigrato che ce la fa", conclude.
