Storie della Letteratura

  • Genere: Arte
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Non in programmazione

Trama

Dalla casa delle Letterature di Roma, dove si conserva il fondo dei libri di Enzo Siciliano, lo scrittore Lorenzo Pavolini racconta il rapporto tra Enzo Siciliano e la televisione. Storie della Letteratura, il programma sulla letteratura di Isabella Donfrancesco e di Alessandra Urbani dedica la puntata a Enzo Siciliano, scrittore, critico e animatore culturale. La Rai dovrebbe offrire quotidianamente al Paese un progetto che è quello attraverso il quale l`intero Paese può riconoscersi per quello che è, per quello che è stato e per quel che sarà, sulla base della sua storia, della sua tradizione e della sua cultura. Questo può fare il servizio pubblico.È quanto dichiara in un`intervista lo scrittore Enzo Siciliano, presidente della Rai dal luglio 1996 al gennaio 1998. Un incarico, quello della presidenza Rai, accettato come un impegno civile per la promozione della cultura in Italia come sottolinea Lorenzo Pavolini, scrittore che gli è stato vicino nella redazione della rivista "Nuovi Argomenti" e suo assistente in Rai: Posso testimoniare con quanta passione civile abbia interpretato quel ruolo, quante volte gli ho sentito spendere parole come servizio pubblico, qualità dei programmi e soprattutto l`idea di un Paese che potesse costruire una consapevolezza di sé attraverso la televisione. Un rapporto di partecipazione e presa di distanza è quello che lega Enzo Siciliano, poligrafo, umanista a tutto tondo, appassionato di letteratura, musica, teatro, cinema con la televisione con cui comincia a collaborare nel 1961, quando vince il concorso per funzionario e in cui resta a lavorare per un paio di anni per poi ritornare, in futuro, da autore esterno. Lo stile di Enzo Siciliano in televisione in programmi come Settimo giorno, di cui è autore e conduttore a metà degli anni 70, è lo stesso che ha contraddistinto il Siciliano scrittore e animatore culturale, direttore tra l`altro della rivista "Nuovi Argomenti", una grande familiarità con gli intellettuali più famosi di quegli anni, da Alberto Moravia a Pier Paolo Pasolini, a Roland Barthes, lo stesso stile diretto, schietto, fraterno che lo ha legato a tanti autori più giovani che, come dice Lorenzo Pavolini, Siciliano considerava "compagni di gioco e studi". Chiude la puntata l`attore Francesco Siciliano che, nei panni del padre Enzo, risponde al Questionario proustiano, un`intervista di Paolo Di Stefano apparsa sul "Corriere della Sera" nel maggio 2006, pochi giorni prima della morte dello scrittore.

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