Botte di fortuna

  • Genere: Commedia
  • Titolo originale: The Brass Teapot
  • Uscita: 2012
  • Nazionalità: USA
  • Durata: 101'
  • Regista: Ramaa Mosley
  • Cast: Juno Temple, Alia Shawkat, Matt Walsh., Michael Angarano, Alexis Bledel

Non in programmazione

Trama

John e Alice sono due sposini giovani e affiatati che vivono in una piccola cittadina statunitense. La loro felicità è messa in crisi solamente dalla mancanza cronica di denaro. Finché un giorno Alice non viene in possesso di una teiera dagli strani poteri, che fabbrica magicamente soldi contante ogni qualvolta uno dei proprietari o una delle persone a loro vicine viene fisicamente ferita o comunque prova del dolore. I due sposini non resisteranno quindi alla tentazione di provocare del male a se stessi pur di iniziare ad accumulare soldi e provare così a risolvere i loro problemi, mentre gli originali proprietari della teiera hanno intenzione di recuperarla al più presto. Botte di Fortuna, scherzo di parole preferito in italiano all'originale "La teiera d'ottone", è un oggetto insolito come quello che racconta: una fiaba nera che non sfonda mai la soglia di confine con l'orrorifico ma non si risparmia, per l'appunto, alcuni colpi duri. L'idea che fornisce la struttura della dark comedy è quella di ibridare la leggenda del ritrovamento di un oggetto magico (una sorta di lampada di Aladino) con alcuni tòpoi del genere "giovane e indipendente", quali la divisione del mondo in ricchi viziati terribilmente stupidi e disadattati squattrinati in possesso, però, dei requisiti della vera amicizia. È evidente, dunque, che le coordinate sono ritagliate a dir poco nettamente, ma qualche sfumatura per fortuna si trova e viene dal contributo degli attori principali, una Juno Temple scatenata, credibilmente posseduta da un demone, e un Michael Angarano che si candida a nuovo eroe nella categoria del teneramente comico. La favoletta della teiera dei soldi facili, metafora della scorciatoia che sacrifica l'anima e della forza divorante del potere (per piccolo che sia in partenza), non stona affatto con la collocazione odierna e lo spettro della "crisi", esplicitamente evocato. La Mosley ha scelto una via morbida, quella dell'intrattenimento fantastico colorato di grottesco, che non permette una facile collocazione del film nello scaffale della commedia contemporanea e lo accomuna piuttosto ad un episodio televisivo di qualche serie che gioca con l'attualizzazione del fantasy (il personaggio di John, non a caso, è un cultore del Signore degli Anelli), ma tanto basta a suggerire che, fuor di fiaba, la realtà di certi desideri pericolosi è concreta e le sue conseguenze ben più ruvide.

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